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50 x 50 = cinquanta
Susy Norfini e Virgy Milici
Artiste a Confronto

Col patrocinio del Comune di Morgano, Assessorato alla Cultura, Biblioteca Comunale, in collaborazione con NabilaFluxus

Mostra d'arte delle Artiste Susy Norfini e Virgy Milici pressol'Ex chiesetta S.Antonio in Piazza La Rotonda a Badoere di Morgano TV dal 27 Ottobre al 11 Novembre 2012

Presentazione e testi critici del Dott. Valtero Curzi Filosofo

L'inaugurazione e Vernissage sara' il Sabato 27 Ottobre 2012 alle ore 17.30

Verra' presentato in parallelo il Manifesto del Movimento Artistico IOSOLISMO

IOSOLISMO:

Iosolismo è un termine che non trova un significato nella lingua italiana, ma che ha in sé un valore semantico molteplice. E’ la sintesi e unione di 4 concetti importanti e significativi:
Io : dimensione dell’io esistenziale che nella psicanalisi viene definito come il soggetto che ha una coscienza esistenziale.
Sol : che deriva o rimanda la temine correlato di solo o soli, ossia dimensione solitaria, che esclude l’altro o l’alterità .
Olismo: dal greco e dal latino con lo stesso significato di “tutto” , nella complessità; termine che rimanda la valore del tutto rispetto alla somma delle sue parti.
Ismo: dal latino categorizzare, classificare, determinare in modo inequivocabilemte unico stato di definizione precisa e determinata.

I primi due termini Io e sol rimandano il loro valore semantico ad una dimensione in cui l’individualità è condizione essenziale, mentre gli altri due, olismo e ismo rimandano ad una condizione di complessità; olismo per la definizione sopra citata e ismo per il suo significato di categorizzazione. Infatti si categorizza non la parte singola ma la complessità di elementi si che categorizzare o classificare necessità una molteplicità di fattori. La contraddizione interna del termine, quando pone l’Io e il “solo (solitario)” con il olismo (dimensione del Tutto) e ismo come categorizzazione dei molti è solamente apparente. Infatti la parte è tale se configurata in una dimensione totale, ma se posta nella sua perfetta identità è essa stessa un Tutto. Ne vale che i due termini Parte-Tutto costituiscono un dualismo inscindibile. Uno necessita dell’altro per determinare sé. Il termine quindi Iosolismo, è configurazione semantica ad esplicare e significare uno stato o condizione che ha non in sé, ma in ciò a cui rimanda, il suo vero significato. E’ in ultima analisi un “simbolo”, che non potendosi oggettivare nella materialità, rappresenta però, un concetto pieno e determinato di uno stato “emozionale”. Ma come tutti i concetti, determinazioni mentali, hanno nel proprio ruolo una funzione determinatrice, a cui il soggetto delega propri intendimenti. Iosolismo allora è un concetto a cui la soggettività, cosciente del proprio essere, demanda il suo stesso essere Sé, ponendovi quanto di più intimisticamente è possibile porvi. E’ l’autocoscienza piena che supera il suo stesso essere Sé, collocandola in un contesto totale in cui essa agisce, ma vi agisce come Parte e contemporaneamente come Tutto; parte perché pone l’alterità fuori di Se e Tutto perché dal suo porsi come parte nella alterità si determina come un Tutto agente. Iosolismo è Parte e Tutto, è l’autocoscienza o coscienza esistenziale, che nel porsi deve porsi come Tutto, ma al contempo come Parte perché determinandosi deve determinarsi in un qualcosa, e quindi porre l’alterità da Sé.

Nell’arte, il movimento Iosolismo deve pertanto definirsi in un orizzonte di pensiero che tenga presente questa complessità di significati, e il manifesto che ne potrà uscire sarà orientato nella espressività dell’artista, come individualità assoluta, ma ricondotta ad una prospettiva olistica in cui il valore del tutto è maggiore della somma delle sue parti. Il manifesto determinerà l’orizzonte in cui ogni singola individualità vi si riconosce, senza però esserne determinato preventivamente. L’artista vi pone la sua creatività come messaggio emozionale emergente dal suo intimo stato inconscio, che esprime anche aspetti sconosciuti all’artista stesso. L’Io si pone come dimensione espressiva agente, riprendendo però sublimalmente ciò che in esso stesso è sepolto come stato inconscio. Il Manifesto del Iosolismo non pone limiti alla espressività dell’artista, ne determinare vincoli interpretativi, ma vuol solamente costituire un orizzonte in cui guardare e interpretare l’emozionalità che ogni artista porta con sé. Il suo costituirsi come Movimento non vuole contenere, quanto raccogliere eventi espressivi che si rifanno alla individualità che attraverso il suo fare vuole testimoniare. L’Iosolismo allora diviene “poiesis”, fare , creare, agire , della coscienza individuale, la quale a sua volta, se è pur vero che agisce nel suo fare solitario, perfetta individualità, essa necessariamente deve rimandare il proprio stesso fare ad una dimensione olistica che ha nel Tutto la sua ragione finale. Ma anche in questo rimando olistico, totalizzante potremmo chiamarlo, ha necessità a sua volta di determinarsi, classificarsi e categorizzarsi, non come perdita di identità, quanto proprio come necessità di “riconoscersi” come dimensione esistenziale assoluta che ha in sé l’essenza di Sé. Solo determinandosi in un Tutto onni-compresivo riesce a cogliere il proprio limite che al fine è la sua identificazione, il suo categorizzarsi. Il proprio limite allora , necessitando di essere superato attraverso l’esprimersi artistico, diviene messaggio per testimoniare il proprio Sé individuale, nella condizione esistenziale in cui agisce ed in cui è parte. Egli, l’artista Iosolistico, esprimendosi nell’arte, esce da sé, per determinarsi, ma in questo espandersi emozionale ha necessità di uno spazio in cui poterlo fare, che non è solamente la propria coscienza esistenziale, ma il contesto contingente in cui può agire. L’alterità o l’altro allora diviene uno spazio in cui potersi espandere, e può farlo però solamente con il suo “approssimarsi” nella dimensione artistica. Non ha necessità di fissare nel “determinismo del detto” ciò che vuol dire, ma basta che lasci parlare la propria emozionalità e sensibilità nel “taciuto”. Solo in questa dimensione egli può veramente parlare, sentire e testimoniare quel che ogni linguaggio o parola non riesce a trasmettere. Egli allora parlerà per cose sentite e intraviste, parlerà attraverso la propria “solitudine” artistica, (solo) , la quale se parla o vuol parlare ha necessità di essere ascoltata, ecco allora l’olismo (Tutto) come dimensione celebrale che accoglie ogni “esprimersi”. Ma sia l’Io, soggettività agente, che il Tutto che l’accoglie nel suo essere solo (solitudine) hanno necessità di oggettivarsi per agire, oggettivarsi come categorizzarsi o classificarsi, perché solamente in questo modo la determinazione oggettuale del reale può determinare ciò che per sua natura (il taciuto) non può esprimersi. L’Io nel suo esprimersi artistico, nel suo solitario (solo) esprimersi artistico, può farlo e determinarsi come “isola” nel mare magnum del taciuto espressivo. Egli allora emergerà come isola e sarà determinato da ciò che lo contiene, ma vedrà il limite che lo circoscrive come limite da superare ed oltre il quale poter esercitare il proprio essere sé. Quel limite lo determina come entità solitaria, costituisce uno spazio in cui egli può espandersi per costituirse sé. Così l’isola che è determinata dall’oceano ma che proprio nell’oceano ha la sua dimensione espansiva di “inoltrarsi”. Dall’isola, ossia dalla coscienza individuale (l’IO) si guarda nell’orizzonte lontano come spazio in cui “guardare” e “cogliere”. L’artista guarda nel taciuto (oceano) ciò che in sé non coglie, ma che sente, e sentendo cerca di esprimere. Dei versi esprimono bene il significato del manifesto dell’Iosolismo.

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