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Maria Teresa Cazzaro

Maria Teresa Cazzaro e’ nata nel 1957 a Padova, dove ha studiato e vive tuttora. Persona curiosa fin da sempre ama disegnare, “pastrocciare” con matite e colori ma anche costruire e lavorare materiali piu’ diversi. Spinta dal bisogno di esplorazione piu’ profonda inizia la sua ricerca rivolta verso l’interiorita’ che la porta ad esplorare piu’ strade, dalla meditazione all’espressivita’ corporea. E’ artistica, nei campi piu’ diversi, dalla poesia alla fotografia.

E’ grazie all’incontro con la pittrice Anna Maria Olmo che Maria Teresa trova la via del colore. Tecnica privilegiata sara’ l’acquerello, ma indaga e ricerca anche altri metodi, mischiando tecniche e materiali. Ultimamente attiva nel movimento della mail art, partecipa agli scambi mailartistici e agli eventi, trovando in questo movimento stimoli alla libera espressione artistica.
Sue poesie sono pubblicate in raccolte e in blog di poesia. Ha partecipato a mostre collettive di acquerelli.
La ricerca di Maria Teresa va oltre il mondo materiale e visibile per indagare gli aspetti interiori e sconosciuti dell’uomo e della natura. Concetti che non e’ possibile esprimere prescindendo da un assiduo, costante e, a volte, anche doloroso impegno per appropriarsi della tecnica dei diversi linguaggi espressivi, utilizzati con originali e creative innovazioni.
Il linguaggio con cui Maria Teresa ha iniziato e’ l’acquerello, per quanto arduo, il piuù idoneo a rappresentare la spiritualità, ciò non di meno Maria Teresa affronta con successo anche la materia più’ corposa della pittura ad olio con risultati i molto interessanti.
Si possono distinguere in tre filoni i temi su cui l’artista si concentra: il primo e’ la natura, in cui riesce a smaterializzare l’elemento floreale in trasparenti sfumature che si staccano dall’immagine reale con toni delicati che fanno percepire alle sensibilità più’ raffinate l’intima essenza e l’intrinseca caducità’ di una bellezza che comunque rimane impressa nell’anima e fa riflettere

Da questo senso mistico della natura, l’artista e’ passata ad interessarsi alle espressioni della spiritualità umana in una ricerca che, partendo dalla bellezza delle architetture religiose , e’ andata rivolgendosi quasi alla rappresentazione dell’inconoscibile: ecco allora surreali i “città’ di Dio” con cattedrali e cupole capaci di accogliere la dolente umanità sempre più ì trasparenti ed immateriali fino a rappresentare macchie di energia pura.

Da qui all’astrazione il passo e’ stato breve: su magici sfondi di questa maestra dell’acquerello , ecco comparire piccole figure che richiamano l’umanità , irresistibilmente attratte verso ”Qualcosa” che sta in alto.E ancora, sempre più’ astratte, piccole opere attraversate da luci guizzanti o da spirali, linee quasi sempre aperte che vanno alla ricerca del profondo allargandosi poi verso l’esterno in un tentativo di trovar la pur difficile connessione con l’Assoluto.

"Nell’Arte di Maria Teresa Cazzaro “Il tanto si fa poco e il poco immenso”, e non è una descrizione astratta ma un’immagine pura, la quale diviene emozione, che a sua volta è “interpretazione” di ciò che vive nel dare forma alla sua espressione artistica. Coglie l’emozione di sentire il –tanto- come ciò che è propriamente “trascendenza”, come In-Definita essenza percepita, come mancanza del contesto con cui definire ciò che si sente. Il tanto, quindi, come ciò che aspirando desidera, si determina concretamente nell’attimo che si -fa poco-, si definisce nella sua negazione di ridursi al suo opposto, al poco appunto. In quel sentire e penetrazione emozionale interpretativa si determina il suo “fare arte”, come intuizione che trascende la realtà per interpretarla e riconsegnarla poi all’osservatore come “definizione artistica “del suo sentire. Ma subito il –poco- nella stessa logica di negazione precedente si fa tanto, come immenso, perché contenendolo simbolicamente, ad esso rimanda il suo significato. Questo è il passaggio necessario di ciò che si definisce essenza della espressione artistica. E’ il percorso del divenire che passa nel –tanto-, dimensione spirituale, perché il –tanto- non è condizione immobile preesistente ma ciò che sempre si forma e diviene. Il poco a sua volta rimanda a ciò che lo nega, ossia al tanto. Infatti il “poco e tanto” definiscono condizioni che rimandano a uno stato che qualifica e determina entrambi. La contrazione dal tanto al poco in realtà non è altro che la stessa espansione che porta il poco all’immenso. Ma questa immagine non è fisica o materiale, perché non esiste il poco o tanto come condizione esistente concreta ma solamente come concetto puro di “sentire”. Allora se il sentire necessita chi sente, “” Il tanto si fa poco/E il poco immenso”” è la condizione dell’anima di sentirsi Essenza di vita, come ciò che “sente il proprio viversi “come espansione emozionale. E l’artista Maria Teresa Cazzaro, percorre quello spazio fra il tanto dell’immenso al poco della rappresentazione materiale in tutte le forma possibili di espressione d’arte, proprio perché dovendo manifestare la sua Arte, il suo sentire al pieno e a livelli altamente espressivi, riesce a portare quel –poco- dell’espressività del reale, come limite oggettivo dello stesso, al tanto dell’espressione artistica della forma immaginativa. La sua Arte quindi è viaggio duro e faticoso per “portare” il poco della possibilità espressiva della materialità al tanto della dimensione spirituale intesa non tanto e solamente come forma trascende ma sconfinato orizzonte in cui l’immaginazione unita al sentire tende. E quel tanto racchiuso nel poco e quel poco che rimanda al tanto trovano la ragione di sé, nella emozionalità artistica di chi li pone: nell’Artista Maria Teresa Cazzaro." Valtero Curzi (Filosofo, Critico d'Arte)

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