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Intervista all'Artista
a cura del Dott.Valtero Curzi Filosofo

Tu sei un’artista, il tuo fare arte, dove guarda? E guardando cosa vuol vedere in quell’orizzonte artistico guardato?

A volte guardo dentro di me è trovo un mondo, a volte guardo fuori nel mondo e trovo me.

C’è assonanza fra fare Arte e Amare perché entrambe queste attitudini dell’anima necessitano il creare, e il creare è quel passaggio fra “ciò che non è a ciò che è”. Cosa è per te Creare: inventare o creare ex nihilo (dal nulla), o semplicemente definire ciò che ancora non si è posto nella realtà e quindi lo anticipi come nel mondo delle Idee di Platone?

Penso che il rapporto che noi instauriamo con le "cose" di questo mondo sia importante, "cose" intese come tutto ciò che ci circonda, penso che le idee risiedano nelle cose e che queste ultime abbiano colore e nomi ancora non inventati e non definiti in modo da rendere universale la rappresentazione.

Il concetto pòetico, tutto greco del creare, necessita uno spazio espansivo nuovo dove porre ciò che è stato creato. Tu, definisci o crei contestualmente altri -mondi possibili- dove poni poi ciò che vai creando?

In mezzo a noi più o meno visibile, più o meno grande, quanto basta per affascinare e viaggiare.

Tu sei una Creativa. Non hai mai la sensazione di sentirti anticipare la realtà che ti sostiene e quindi di guardare troppo oltre e vedere la tua stessa quotidianità come superata?

Spesso.. le ore , i giorni le settimane un attimo prima è già "passato", così percepisco la realtà. Il futuro è il presente e il passato è avvenuto ora, le Idee viaggiano su un binario temporale diverso.

Fai anche disegno artistico e pittura. Ti sta stretta una categorizzazione del tuo fare arte? E come ti categorizzeresti, volendo dare una definizione al tuo fare Arte?

Abbastanza preferisco fare ciò che sento senza restare chiusa nel recinto dello stile. Preferisco definirmi come un'osservatrice.

La tua arte è anche fotografia? Fotografia “impressionista” che coglie un attimo e lo determina nello scatto, quindi “impressionista” o “metafisica”, ossia guardare oltre l’immagine colta, in quell’”oltre” che sostanzia la speculazione filosofica?

Tutte e due, a volte uno scatto impressionista è più affascinante del metafisico e così via dipende da quello che si vuol portare alla vista, dal soggetto, dalle emozioni del momento.

Sbaglio di molto allora se vedo nella tua fotografia, o arte, la ricerca di quello “sguardo filosofico” di chi vede nella realtà un nascondimento reale di ciò che è veramente, volendo sve-lare la verità ultima?

Non sbagli, mi piacerebbe svelare molte realtà nascoste ma svelarle e cercare la verità è anche questa una sfaccettatura. Svelare con i miei occhi è un'evento soggettivo che gli altri potrebbero comprendere o meno, oppure dargli meno o più importanza in base alla soggettività di chi guarda.

Dove poni quel sottile confine fra fare arte, come espressione artistica pura e l’arte anche come prodotto commerciale di Business?

L'arte è business,almeno nella sua parte finale e cioè intesa come vendita o promozione. La parte più pura stà nella creazione, nell'euristica, nel momento in cui l'idea attraversa la matita e si riversa sul foglio. Tutto il resto è da considerarsi riproducibile colpa dell'epoca in cui viviamo, che ha reso riproducibili anche opere di altre epoche, ora penso che l'arte sia nella riproducibilità e nuovi media e che si possa rendere unico un momento, un'intuizione e renderlo "pubblico" d'altronde l'arte va condivisa, esposta in una vetrina "virtuale" o "fisica" che sia.

“Il futuro è il presente…” mi dici. Esatto, perché, se crei, anticipi il dopo, ora. Pensi, come nel pensiero greco antico, che il futuro è dietro di noi e il passato avanti a noi per guardarlo? Come se camminassimo a ritroso?

Non proprio per quanto riguarda il camminare a ritroso, intendevo dire che il futuro è più prossimo di ciò che si pensa.

Se sei una osservatrice, cogli il divenire della realtà osservata, ma ciò che cogli è interpretarlo secondo il tuo sentire o solamente definirlo. Lo vivi o lo riporti fedelmente al momento, o hai occhio interpretavivo che viene dal tuo modo particolare di vedere e sentire?

Osservando la realtà e dopo averla definita nasce un'interpretazione.

Svelare è sempre cogliere ciò che non è in evidenza, e togliere il velo è sempre far riemergere una dimensione del nascondimento. Quindi si svela solo la propria dimensione di realtà. La tua verità svelata, rientra in un messaggio o discorso esistenziale preciso? Vesti a volte i passi, del Profeta? Di colui che porta un messaggio nuovo?

Non credo nei messaggi dei profeti, mi interessano i nascondimenti ma anche ciò che li nasconde, nel senso che l'interesse verte non solo per ciò che si trova sotto il velo ma anche per chi lo tiene, rappresenta comunque una sfaccettatura. E' un modo di guardare l'intorno in modo elastico e imprevedibile, a volte penso, che non esista una verità oggettiva assoluta ma tanti fattori e verità soggettivi tanti quale le persone/esistenze. Mi interessa soprattutto la fantasia, guardare la stessa cosa ogni giorno in maniera diversa.

Esiste per te, allora, l’attimo Puro della creazione artistica, come sublimazione intuitiva e la dimensione creativa finalizzata alla riproduzione artistica? Cioè il Creare ha due dimensioni: quella Pura e quella pragmatica?

Dipende dalla finalità e dalla varietà dei casi.

Nella tua attività di Designer, creatrice grafica, l’Idea è intuizione e poi la sviluppi successivamente. Quel percorso fra intuizione pura e definizione finale della stessa, è sempre intuizione alla stato puro o razionalità applicata, quindi agire pragmatico?

In molti casi ho seguito il percorso dell'intuizione applicata al mercato del business per creare immagini creative con una finalità.

La tua arte sta in quella definizione che io definisco Energia Emozionale Creante?

…spero di si :), è una cosa buona?

Fabiola Micarelli

Fabiola Micarelli Nasce a Roma nel 1983 vive a Pescara.
Disegno da quando ho imparato a tenere una matita in mano, la passione per il disegno è sempre aumentata negli anni, la mia formazione comincia dalla scuola d'arte per poi arrivare alla facoltà di Architettura con i suoi disegni tecnici e il mio lavoro di Grafico. Attualmente lavoro come Creative Graphic Designer e parallelamente come illustratore su commissione e per me stessa (quando posso!!). Unendo l'idea la mano ed il mezzo informatico mi diverto ad esprimermi!! Guardare con gli occhi di un bambino è il mio pensiero preferito.

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