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Intervista all’Artista
a cura del Dott.Valtero Curzi Filosofo

L’artista Diana Isa Vallini, nel suo fare arte come si definisce?

Il mio fare arte è spalancare porte su un altro mondo, molto vicino e insieme molto distante. E’esperienza immediata che mi stimola ad aprire lo sguardo all’impossibile.
E’ entrare nel mio laboratorio tra grandi tele, pennelli, colori, carte fatte a mano, inchiostri, bulini e tarlatane e lasciare che le cose accadano.
E’ un modo di vivere.
E’ stupirmi ogni volta del risultato del mio lavoro così come in un sogno divenuto forma concreta.

Colgo nella tua espressione artistica una costante ricerca verso la dimensione dell’ARMONIA, la quale è complessità, proposizione ed equilibrio di più elementi. E’ per te simbolo e cerchi qualcosa nell’armonia?

In effetti l’armonia che spesso rappresento, è per me simbolo di equilibrio interiore. Nella complessità e molteplicità di ciò che mi circonda e di ciò che sento dentro trovo indispensabile la ricerca di un ordine armonico quale filo conduttore ed espressione di una mia dimensione artistica personale.

In più di una occasione hai accostato il concetto di Armonia, con la musica, affidando il messaggio alla forma d’arte del libro d’artista in una dimensione espressiva “leggiadra”, soffice, delicata, quasi volessi affidare il tuo messaggio espressivo materiale ad una dimensione che è metafisica. Quanto di te è celebrale, quindi metafisico, nel tuo esprimerti?

Il lavoro dell’artista è molto complesso, proprio perché non controllabile con la forza o con l’efficienza.
Spesso mi allontano verso un mondo parallelo fino a trovarmi come estranea nel mezzo, tra realtà e Paradiso. Incanto.
Qui si aprono nuove finestre.

Il tuo fare arte spesso si fa “memoria” e testimonianza. Temi l’incessante porsi del divenire come ciò che disperde?

Si, sento in me il desiderio di agire contro il frenetico, continuo mutare della vita.
L’arte mi regala l’illusione, attraverso simboli, immagini e concetti di fermare questo inarrestabile flusso. Ed allora mi fermo, volgo lo sguardo alle radici, cerco di capire chi sono e dove sto andando.

Una caratteristica forma d’arte a cui ti affidi è il libro d’artista. Vi cogli meglio quel tuo concetto di Armonia?

Il libro d’artista è il filo d’Arianna che mi accompagna nell’avventura, lungo sentieri emozionali, tra percezioni segniche, cromatiche, materiche, volumetriche. Questo labirinto, intriso di sonorità polifoniche senza vincoli apparenti di regole e stili predeterminati, si trasforma così in armonia. Come in un vero e proprio diario imprimo nel libro d’artista il risultato del mio viaggiare sempre con mano nuova ma nello stesso tempo antica.

La tua arte non è semplicemente l’esprimersi di una Anima, ma cogli in essa l’impegno civile e sociale. Per te arte è anche testimonianza, non solo artistica?

Testimonianza che da voce a chi non ha voce, impegno civile, memoria storica.
L’esperienza storica ha il valore di regalarci esempi da seguire o di farci capire dove abbiamo sbagliato in passato. Sono tanti i lavori che ho dedicato alla Shoah, ai bambini sterminati nei campi di concentramento. Altrettanto forte il mio impegno nel realizzare opere dedicate a donne coraggiose, donne che hanno saputo combattere. O ancora libri d’artista e grandi tele dedicate ai luoghi in cui ho vissuto cercando di coglierne la storia, l’essenza, il momento magico.
Dunque per me Arte oltre ad essere libertà ed emozione è anche curiosità, ricerca storica, documentazione, testimonianza.

Ad una tua opera “ Sinfonia immaginaria” ho scritto che se l’osservatore o ascoltatore coglie il suono come un Tutto emozionale, l’esecutore dell’opera sente e avverte ogni elemento che compone la sinfonia stessa. Nelle tue opere, definisci il Tutto di ciò che esprimi, o rappresenti le sue parti che definiscono una dimensione olistica?

Sinfonia immaginaria come ogni altra mia opera è il risultato della combinazione armonica di diversi segni e colori equilibrati cromaticamente con l’impiego di toni caldi e freddi in un insieme in cui ogni singolo elemento crea il proprio timbro caratteristico indipendentemente dagli altri. Ogni singolo colore emana una sua personalissima vibrazione. E’ con l’alternarsi di pennellate decise e stesure più morbide che mi propongo di creare l’insieme di ricche strutture armoniche.

Nel libro d’Artista e in altre manifestazioni di ricerca hai un particolare “culto” per la carta e il suo valore. Fai arte con ciò che esprime l’arte. Cosa è per te la –carta-, nelle sue più svariate espressioni?

La carta ha rappresentato da sempre la cultura, la parola scritta, la possibilità di tramandare ai posteri, di non ripartire da zero ad ogni nuova generazione.
Realizzo la carta con le mie mani, seguendo tutto il procedimento dalla raccolta della vecchia carta, alla macerazione, alla triturazione, passaggio a setaccio, pressatura fino ad ottenere fogli unici e personalissimi, quasi opere d’arte a sé, a conferma dello strettissimo legame che esiste tra “Carta e Arte”. Trovo fondamentale produrre io stessa il mio materiale da lavoro, entrare nel processo sin dall’inizio.
La cultura del riuso creativo, contro il dilagare dell’alto consumismo, per un nuovo stile di vita attento all’ambiente, evitare concetti preconfezionati, entrare nel processo dell’opera il prima possibile.
La carta mi regala tutto questo.

“Spalancare porte su un altro mondo” scrivi, quindi -creare mondi possibili-, ma per farlo necessita una dimensione dell’anima: quella spirituale. Per te arte è energia spirituale?

L’arte è energia, vita ed io penso che questa energia creativa, così nobile, abbia il privilegio di saper illuminare l’esistenza e di essere fonte di ricerca spirituale.

Se ricerchi l’armonia, come equilibrio interiore, poi vi accedi attraverso il superamento della –disarmonia-, ovvio. La tua ricerca di –armonia interiore- riesce a superare sempre la naturale disarmonia interiore data dal contrapporsi di quotidianità e spiritualità?

Tento di trasformare il più possibile la mia quotidianità in arte.
Il percorso rimane comunque lungo ed arduo, attraverso strani luoghi carichi di suggestioni, ma anche di difficoltà e di pericoli.

Hai usato il termine “incanto”, che per me si associa a meraviglia. Tu, nel tuo fare arte esprimi una tua –meraviglia interiore- ?

Per me arte non significa soltanto creare, ma si tratta soprattutto di un modo di vivere. E’ un modo di vedere il mondo, un meravigliarmi interiormente nel riconoscere la bellezza intorno a me.

Mi incanta il mormorio
Di un’ape
Se qualcuno mi chiede perché
Più facile è morire
Che rispondere

(E. Dickinson)

La tua arte quando diviene “testimonianza”, non solo esprime, ma manifesta. Non solo è testimonianza , ma si fa messaggio etico e quindi virtuoso?

Non penso sinceramente che la mia arte possa arrivare a tanto.
E’ il semplice tentativo di esprimermi secondo una personalissima ottica nella speranza di mantenere sempre vigile e curiosa la memoria di chi osserva.

Del libro d’artista dici: “ (…) come un vero e proprio diario”. Questo fare arte, oltre che forma espressiva, ti è necessaria come testimonianza tangibile di te?

I miei “diari” sono una cronaca giornaliera di momenti che diventano pensieri e segni fissati nella materia.
Inevitabile testimonianza tangibile di me.

La tua “sinfonia” è fatta di singole pennellate e impronte cromatiche, che al fine la compongono. E’ così anche nel comporla? Tante emozioni, anche contrastanti, formano –armonia-?

Nel mio sperimentare sempre qualcosa di nuovo, così sospesa tra memoria e futuro, ho scoperto quanto le emozioni contrastanti possano dare origine alla bellezza delle cose, ed uno dei miei obiettivi è proprio quello di creare, come dalla combinazione delle tessere di un mosaico, un equilibrio tra emozioni, contrasti e materia.

Apprezzo molto il tuo concetto di fare arte, che passa anche attraverso la costruzione di ciò che poi diviene e manifesta arte: la carta. Questa essenza divina dell’anima, cioè di creare, come la vivi emozionalmente?

Sia che si tratti di creare delicati segni su impalpabili carte realizzate con antiche tecniche manuali, che di tradurre il mio pensiero in vigorose ed energiche pennellate su grandi tele, in ogni caso tutto è vissuto con una tale intensità da dare pienezza e profondità alla mia vita.

Diana Isa Vallini

E’ nata a Felonica, nella provincia di Mantova. Compie studi artistici presso il Liceo Artistico di Castelmassa (Ro). Dopo numerosi seminari e corsi di formazione a Bologna, Venezia ed Urbino sul colore, incisione (acquaforte, litografia, serigrafia), acquerello e di fotografia, si dedica a tempo pieno alla sua carriera di artista. La sua curiosità è spesso rivolta verso un materiale nobile, versatile e leggero: la carta. Affida alla tecnica dell’acquerello un primo ciclo di pittura. Amplia la propria ricerca sviluppando nuove dimensioni espressive con l’utilizzo dei colori acrilici. Approfondisce le tecniche della grafica d’arte. Si avvicina al libro d’artista che cura dal progetto alla rilegatura.
Ha al suo attivo numerose esposizioni personali e collettive in Italia ed all’estero e rassegne Internazionali e Nazionali di libro d’artista. Diverse sue opere fanno parte di collezioni pubbliche e private. Il suo linguaggio è diretto, la sua arte immediata, portatrice di un’estetica raffinata, ricca di stimoli e suggestioni. Lavora fra il Laboratorio Didattico “Officinadarte” a Guarda Veneta (Ro) e il suo studio artistico di Legnago (Vr).

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