** Intervista All’Artista ** Valeria Gubbati – Febbraio 2013

Intervista all’Artista
a cura del Dott.Valtero Curzi Filosofo

Nel ”leggerti”, artisticamente parlando, noto un costante rimando al mondo emozionale. Se parlo di “Arte emozionale” cosa aggiungeresti in più su Valeria Gubbati?

Emozione è volontà, vita, pathos…ascolto la mia istintività il mio Essere.

In una critica, il tuo esprimerti è stato definito “simbolico e fortemente emozionale”. Come riesci con la tua arte a trasferire tutte le tue emozioni, come stati d’anima del vivere, in simboli espressivi?

Non posso vivere senza matite colori carta tavole tele…tutto ciò che trovo, con ciò che ho…perchè sono così e sento costantemente l’impulso di fissare lo scorrere del tempo, il vissuto in simboli…così mi esprimo i simboli li visualizzo meditando o sognando…l’altra parte di Valeria.

Il simbolo è eccedenza di senso; nel tuo simbolismo espressivo, cogli una dimensione inespressa che necessita essere rappresentata dal simbolo?

Il simbolo vive in noi, attorno a noi…sento quindi la necessità di rappresentarlo nei miei dipinti che vibrano nell’unità.

In varie opere ti affidi a quello che definisco “astrattismo geometrico”, in cui il segno espressivo è razionalità e determinazione geometrica definita dalla cromaticità del colore. Siccome le emozioni sono pathos, passioni, forse vedi razionalità nelle passioni? Pensi ad una Ragione appassionata?

…può essere. Vedo un foglio bianco e provo panico, sono disorientata…devo creare e così tratto dopo tratto, seguendo un mio percorso, ragionamento, fisso delle tappe che poi “abbellisco” pensando sempre al Tutto.

Il segno, nella tua arte, determina, ossia definisce come in alcune opere, precise definizioni. In altre ancora il segno è dato come simbolo indeterminato. Nella tua arte guardi al “dato” che nel segno si esprime ma anche a ciò che è nascondimento a questi. Dipingi guardando anche “oltre” ciò che dipingi?

Si è così. Se siamo nel Tutto, il Tutto, ogni filo ci unisce e ciò mi da gioia ed entro in uno spazio infinito…

Il colore, separato dal segno, ossia senza che qualcosa lo determini figurativamente, che valore ha anche in relazione all’Emozione?

E’ libertà, gioia, essere finalmente se stessi…

In alcune critiche mie a tue opere ho analizzato il concetto di Uno e Parte. Come coniughi la trascendenza nel tuo fare arte?

Non ci penso, almeno credo…mi lascio trasportare in ciò che sento e sono,libera di rilassarmi per poi ritrovarmi. allora, io sola in un contesto….ma unita e parte del Tutto in libertà.

Sei stata definita “astrattista”, guardi anche oltre questa forma espressiva d’arte?

Non so cosa sono…amo disegnare dipingere da sempre come respiro; è così per mio nonno mio zio mio cugino…è in noi e sin da piccola non potevo vivere senza, nel mio mondo di silenzio e osservazione….di difesa da ciò che mi assorda e confonde, mi piace ritrarre, colorare, riciclare e così via poichè nulla si butta, tutto ha un senso…

Mi scrivi che ti esprimi in simboli. Quindi vuoi cogliere la realtà per quel che si definisce nel “sentimento” e non solo per ciò che appare agli occhi. Hai la sensazione in questo di guardare con l’inconscio e non solo con la ragione?

La ragione…ci possono essere infinite ragioni, ma il cuore è l’unica ragione di vita in un mondo così…non so…superficiale? Quindi volontà? Si volontà di superare gli ostacoli e cogliere il meglio di ciò che c’è, poichè arrendersi è un pò morire, la morte nel cuore….

Il tuo fare arte è creazione, ossia costruisci dietro una ispirazione quel che poi sarà l’opera. In quel costruire e creare quanta ragione ci metti e quanta ispirazione del “sentire”?

E’ tutto un mondo da scoprire…ma il simbolo vibra con me, in noi, è potente e misterioso, trasmette arcaiche informazioni trasmutando la realtà circostante- noi siamo simbolo e materia, pesanti ma nel contempo libriamo nel Tutto..perciò sento la necessità di dipingerli e dar loro vita
—si, la necessità di andare oltre il visibile o addirittura a ciò che non vedo (non c’è??)…dentro di me nasce qualcosa di speciale e lo dipingo, partendo da qualsivoglia immagine, oggetto, persona…non è importante quanto realizzarlo…
a tal proposito ti allego una foto che ho scattato incredula, ma non svaniva! impressa su uno dei pannelli di legno fatti ritagliare per incollarci sopra dei miei dipinti…l’ho quindi fotografata.

Parte – Tutto. Chiaramente quando dipingi, tu dipingi la Parte, ma che ha attinenza al Tutto in cui risiede. Se hai una visione olistica (del tutto) sono portato a pensare che tu sia molto “spirituale”, non intesa solamente in senso religioso, ma come concepimento dell’esistenza.

Esistenza cioè manifestazione della nostra essenza… le religioni sono la necessità dell’uomo di proteggersi e andare avanti formando un gruppo, talvolta un branco…Dio è Unità ed è molto più dirituali e negazioni….

Riguardo al colore mi dici che è “è libertà, gioia, essere finalmente se stessi…” e siccome il colore in sé è effetto della luce, e non proprietà oggettiva e la retina lo percepisce come cromatismo, sono portato a pensare che il tuo sguardo attraverso i colori e “emozionalità pura espressa”. Tu allora dipingi con la “emozionalità” e il colore è messaggero del tuo stato d’animo. Sbaglio?

Bella l’immagine del messaggero…cromatismo, realizzare un’immagine e coglierne l’essenza…è una sorta di portale che si apre in te liberandoti e non sentire più il tuo corpo così pesante, ecc ecc
ti allego una foto dell’angelo del focolare, che ho dipinto con una testa e un braccio, si eterei…ma uno perchè stavo dipingendo un angelo…dopo qualche mese ho però realizzato, guardandolo meglio, che aveva due teste e due braccia come in un abbraccio….
C’è poi un altro dipinto di quel periodo, un angelo dalle grandi ali con le quali protegge un luogo buio che sentivo come abitato e perciò vi ho disegnato qualche occhio…questo dipinto l’ho poi donato a una persona che mi era stata vicina in un periodo difficile. dopo qualche anno il fotografo dell’expo mi ha inoltrato le foto che aveva fatto, ed ecco il risultato, guarda dentro quel luogo buio protetto dall’angelo…deduci tu, io non so spiegarlo perchè ciò che c’è dentro non l’ho dipinto!

Nel mio concetto di astrattismo io vedo il rappresentare la manifestazione dell’emozione che la realtà desta. Non ti interessa la realtà così come ci appare, al suo manifestarsi, anche con il senso di nascondimento che in essa vi è?

Si la realtà è ciò che appare, come noi d’altronde…ci vedono senza soffermarsi su ciò che siamo veramente…amo osservare ciò che ci circonda ma non sempre è ciò che appare…guardo oltre cercando di afferare il lato nascosto (se cè…)

Tu abiti nel veneziano, e Venezia è per antonomasia la città dal sapore malinconico per l’artista. In te vedo molta cromaticità “viva”. E’ un modo per superare quel grigiore naturale dell’ambiente di tutti i giorni, specie in inverno?

Venezia è mistero e vita nel contempo, affascinante e pericolosa talvolta….una trappola come tutte le cose troppo belle, ti riscalda o ti fa sentire una nullità nell’infinito circostante. io la amo e la rispetto come tale; si, l’inverno può essere triste senza sole e con la nebbia che ci avvolge…e l’animo un pò si spegne, ma tutto ciò accade quotidianamente ovunque tu sia….io dipingo o scrivo e sono me stessa, libera e felice d’esser tale.

Che rapporto ha con la tua arte la parte commerciale ed economica del tuo esprimerti. Dipingi anche e soprattutto per la commercializzazione del tuo fare artistico?

I soldi servono ma io non ho un buon rapporto col denaro…i “bessi” sono un limite imposto alla creatività innata in ognuno di noi, una brutta bestia che ti fa sentire realizzato…ma non è così! per ciò ora che ne ho bisogno…cerco di recuperare almeno le spese sostenute a fatica, ma è sempre più difficile in questa nostra realtà. ma non per ciò mi adeguo al mercato percvhè dipingere è gioia per me! certo farò dei disegni più semplici ma devo comunque amarli e sentirli…

Per continuare nella tua vita artistica , hai necessità di essere “capita” e ricevere apprezzamenti, oppure quel fare artistico è una missione che supera anche il consenso. Quindi vai dove ti porta il tuo “sentire?

Più che missione…sono io, sono così. A parte il mio vivere quotidiano, anche se come ora ho poco spazio e mezzi per realizzare il mio sentire. spesso i miei dipinti non piacciono o non sono capiti, ma sono sempre le mie creaturine che amo… perchè quando ritrai un volto, ad esempio, e poi scopri o ti dicono che è vivo oltre che bello…bè! Cosa chiedere di più? E’….stop

Valeria Gubbati

Vive e lavora a Mestre.
Ha frequentato gli studi dei maestri Corrado Amadi, Millo Bortoluzzi, Cesare De Toni, Bruno Saetti.
Inserita nel catalogo Bolaffi Arte ed iscritta al Club Unesco.
le sue opere sono apparse ne il Gazzettino di Venezia, il Gazzettino Illustrato, la Nuova Venezia, Gente Veneta, Arte Triveneta, il Secolo d’Italia.
Espone da parecchi anni con numerose mostre personali in Veneto e in tutta Italia.
Ha partecipato a concorsi e manifestazioni d’arte tra le quali il premio Gazzera, Zelarino, Arcella, Guttuso, La Barrique, Archiutti, segnalandosi con successo.
Ha frequentato un corso di nudo alla Galleria Contatto partecipando alla mostra finale; a Venezia alla mostra d’arte “Il nudo e l’astratto”.

Tra le personali vanno ricordate:
Villa Widman Foscari a Mira – Gallerie la Cella, S. Lorenzo, la Barrique, Nichelino, Istituto Culturale S. Maria delle Grazie, Associazione Amici delle Arti, Centro Culturale Candiani, a Mestre – Galleria Regina a Piancavallo – sale espositive Samarcanda a Padova, Bristol a Sottomarina, Oasi a Jesolo, Bassano del Grappa

Varie sono le collettive tra le quali ricordiamo:
Arte e tennis-Circolo Ferroni , Gruppo 5, Club Unesco, Cons.Quart. S.Lorenzo – Marghera – Arci Gazzera, rassegna mestrino notturno, varie ASL Venezia, Associazione Culturale Pizzinato, Auser, a Mestre – Associazione Cultura Venezia -sale espositive S. Leonardo, Calle Chioverete, Scuola dei calegheri, Studio Morandi. Associazione Culturale Le Colonete, Giudecca, Galleria d’arte moderna “Benvenuti” a Venezia – Associazione Culturale L. Russolo e Azienda Turistica Portogruarese –Villa dei leoni a Mira – Sala espositiva Vittoria a Dolo – Associazione Culturale il Baglio di Palermo (Laboratorio europeo delle arti) – Rassegna Emozioni a confronto-Arte e Natura a Rocca Pietore/Marmolada – Esposizione Archiutti a Campalto – Spazio Event Art a Pergine Valsugana.

L’astrattismo geometrico dell’artista Valeria Gubbati definendo nel colore il molteplice, in realtà rimanda all’Unità, a quell’Uno come definizione assoluta del possibile. Pensare in immagini, fare del visibile un evento significa rivelare la genesi inespressa; mantenersi sulla soglia dove è colto l’ordine incerto e dove la geometria definisce, attraverso il colore, dimensioni che trascendono la rappresentazione stessa. Nelle opere dell’artista tutto è apparentemente evidente, e al contempo indecifrabile: non profondità, né piano solido o evanescenza. Si assolutizza il molteplice, nella definizione della parte ma in realtà si rimando a ciò in cui la parte risiede: l’UNO o in senso ascetico all’Unità Divina. Ma l’Uno, come dimensione d’Assoluto, ha necessità di determinarsi non per essere colto, perché indecifrabile, ma per definire ciò che esso determina, ossia la parte. Nell’astrattismo geometrico dell’artista l’indecifrabilità dell’Uno come determinazione di condizione ultima, è delegata al colore che determina gli spazi particellari dell’opera nella sua apparente geometricità. Ma se l’Assoluto delega al colore, che in realtà non è proprietà oggettiva dell’opera stessa, ma solamente effetto cromatico della luce sulla retina dell’osservatore, consegna in ultimo il significato di quell’Uno all’osservatore stesso, il quale vedendo ciò che non è, il colore appunto, vede anche ciò che non è decifrabile, l’Uno. Egli, l’osservatore, lo determina, non cogliendolo, ma sentendolo. Il colore, allora, nell’opera di Valeria Gubbati è sentire, sentire quell’Uno che tutto contiene. Critica Artistica a cura del Dott. Valtero Curzi Filosofo

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