** Intervista All’Artista ** Enrico Danna – Aprile 2013

Intervista all’Artista
a cura del Dott.Valtero Curzi Filosofo

Cos’è per te la Poesia e come definiresti un Poeta?

La poesia è la sublime espressione dell’anima. Poeta è colui che traduce in versi sensazioni, emozioni, stati d’animo. Il poeta è attento osservatore del proprio “io” interiore ma anche della realtà che lo circonda. Il poeta sconfina nella poesia più pura, quando i suoi versi destano, nel lettore o nell’uditore, una reazione (di qualsiasi natura essa sia). La poesia e il poeta, per essere tali, non devono lasciare indifferenti.

Anche per te i poeti parlano del -nulla- come ciò che non può essere espresso con la semplice parola e linguaggio, come ha scritto Martin Heidegger?

Io parlo prevalentemente di me stesso e lo faccio sulla base dei miei reali vissuti: più concreto di così….

La Poesia deve avere l’occhio emozionale che guarda prevalentemente l’esterno ( la realtà veduta e osservata) oppure essere solamente meditazione e riflessione sulle proprie emozioni più profonde?

A livello personale, la mia è soprattutto poesia introspettiva che va a cogliere ciò che di più profondo, remoto e recondito esprime la mia anima. La poesia, la mia poesia è spesso sofferenza, dolore, inquietudine e tormento interiore. La gioia, la felicità, le emozioni positive, solitamente le vivo in prima persona. Le pene dell’anima finiscono in versi.

Come vedi e definisci la poesia moderna, prevalentemente ermetica e simbolica?

Non sempre occorrono tante parole per esprimere un concetto; alle volte bastano addirittura poche sillabe per trasmettere il senso della vita. Da questo punto di vista, ho una certa apertura mentale nei confronti della poesia: non la considero tale solo quando eccede nella spettacolarizzazione o teatralizzazione o quando non esprime nulla. Parole, simboli, in gran quantità o totalmente assenti: non importa. Ciò che conta è quello che i versi riescono a trasmettere.

Che ruolo ha il linguaggio e la fonetica della parola nella poesia?

Ritengo che il linguaggio, anche nella poesia, abbia un’importanza fondamentale. Personalmente utilizzo molto le figure retoriche, vado alla ricerca dei termini più appropriati, senza fermarmi alla prima parola che mi viene in mente. Oltre alle parole, ci deve essere musicalità. La poesia è musica. I versi sono note di uno spartito che deve essere intonato, integrato ed avere il giusto mix tra suoni e parole.

Può esistere Poesia senza riflessione esistenziale?

Per quanto mi riguarda, la risposta è negativa. La mia poesia parte dalla riflessione esistenziale, dalla disamina della condizione del mio “io” interiore. Per me, la poesia, è il supremo amplesso dei sensi.

Se dovessi definire e parlare della tua poesia e poetica da dove inizieresti?

Molto semplicemente chi legge i miei versi, può cogliere le sfumature più profonde del mio essere. Amo definirmi da sempre come un “tulipano” (fiore che prediligo in assoluto): e, come il tulipano, ho mille sfaccettature, colori, sfumature. La mia poesia trasmette sensazioni, fa vibrare il cuore, a volte fa venire i crampi allo stomaco, altre volte le farfalle allo stomaco. I miei versi sono lo specchio della mia anima: nel bene e nel male.

Quanta Razionalità e Ragione metti nei tuoi versi e quanta pura Emozionalità senti nello scrivere?

Essendo la poesia diretta emanazione del mio essere come uomo e come persona, è quasi totalmente poesia emozionale. Di razionale, come nella vita di tutti i giorni, c’è poco. Sono istintivo, impulsivo. Vivo di attimi, di fremiti, di palpiti, di emozioni. Sono come un viaggiatore costantemente sulle montagne russe. Anche le mie poesie nascono d’istinto e d’impulso, così di getto. E, mentre scrivo, entro in un’altra dimensione, tant’è che, qualche minuto dopo, non saprei riscrivere gli stessi versi, le stesse cose. La poesia è un mosaico di attimi colorati di vita.

Per te Poesia è anche riflessione filosofica e psicologica?

In ogni nostra azione, in ogni nostro movimento, in ogni nostro pensiero, c’è, diretta o indiretta, una riflessione psicologica e/o filosofica. La poesia non sfugge a questa regola. Resta da capire quanto e in che misura la cosa sia conscia e quanto agisca a livello inconscio.

Quando per te la poesia diviene sentimentalismo retorico?

Quando si riduce ad una sommatoria di parole sterili, di lettere mute, di sillabe senza calore e senza colore.

Perchè oggi non esiste un mercato vivo dell’editoria, ma prevalentemente edizioni “fai da te” di poeti che che si propongono?

Questa domanda, come si suol dire, non sfonda una porta aperta, ma un portone. L’editoria punta su pochi nomi di spicco, al di là della loro bravura o meno. Non conta ciò che scrivi, ma chi sei: poi, se scrivi anche bene, tanto meglio, ma non è condizione essenziale. Questo per quanto riguarda la grande editoria. Ci sono case editrici piccole che puntano invece sulla qualità, ma sono merce rara. La poesia poi, è quasi vista come una peste bubbonica. Nel Paese dei Poeti, Santi ed Eroi, sono rimasti solo i Poeti: peccato che in pochi comprino e leggano poesia. Bisognerebbe tornare a far circolare la poesia, attraverso l’oralità, le manifestazioni popolari, la condivisione. Insomma, tornare agli albori. La poesia è viva. I poeti sono vivi: peccato che in pochi se ne accorgano.

La Poesia deve avere necessariamente un “discorso” , come proposta di idee, sentimenti, ragioni che definiscono il poeta stesso un “pensatore”?

Penso che la poesia debba essere, in quanto veicolo di emozioni, uno spunto per riflettere, per pensare, per “sentire”. La poesia che non trasmette nulla, che non ti induce a fermarti un attimo a riflettere, a pensare, è solo un mix di parole aride che si disperdono nel vuoto.

Come eserciti nel quotidiano la tua propensione alla Poesia?

Vivendo, respirando, emozionandomi.

Puo esserci un impegno di lavoro per un poeta, come c’è per un scrittore?

La poesia, per quanto mi riguarda, non è un impegno da scrivere in agenda. E’ uno tsunami che ti invade quando meno te lo aspetti: arriva così, senza bussare, e ti prende l’anima.

Enrico Danna

Le mie poesie, sono voce e lamento dell’anima, sospiri e battiti del cuore, sensazioni ed emozioni che il quotidiano mi offre. Amore, estasi, gioia, dolore, angoscia, sofferenza, tormento. I versi, partono quasi sempre dall’esplorazione dell’anima e dalla scansione delle fasi che essa attraversa. Il richiamo all’amore, al dolore, al sesso, alla natura, agli elementi,alla fede, attraverso la ricerca interiore, attraverso la ricerca del linguaggio più appropriato. Il richiamo alla vita e alla morte. Indistintamente. Senza paura di mettersi a nudo.

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • Digg
  • Google Buzz
  • Blogger
  • Tumblr
  • Technorati
  • RSS
  • Email

Lascia una risposta