BILA 2°BIENNALE INTERNAZIONALE DEL LIBRO D’ARTISTA TREVISO / PREMIAZIONE

COMUNICAZIONE  – INVITO

Finissage Premiazione e consegna Premi del concorso BILA

consegna attestati a tutti i partecipanti alla Biennale Internazionale del libro d’Artista 2° edizione 2013

Domenica 20 ottobre alle ore 10,30

Presso  Ex Chiesa S.Antonio P.zza La Rotonda Badoere di Morgano (TREVISO)

VERBALE DELLA GIURIA e Motivazioni

CONCORSO BILA 2 BIENNALE INTERNAZIONALE LIBRO D’ARTISTA TREVISO REGIONE VENETO ANNO 2013 

 

La Giuria BILA Anno 2013, coordinata da Milici Virginia ( Curatice -Presidente dell’Associazione NabilaFluxus ) e composta da Domenico Basso (Assessore alla cultura), Valtero Curzi (Filosofo Critico D’Arte) e 

Lara Francescato (Art Director -Scenografa),dopo attenta valutazione delle opere e visto l’alta  qualità e varietà delle opere in concorso  decide di aggiungere ulteriori 3 premi così definiti : Una “Menzione Speciale” e  2 opere “Segnalate“  .La Giuria ha quindi selezionato 7 opere a suo giudizio più rispondenti al Concorso ,decretando quanto segue:

Elenco dei  Vincitori e relativi premi :

1°Classificato   Targa NabilaFluxus- Marino Rossetti (Sulmona ) Italia

con l’opera : A-simmetrico 

2°Classificato Targa NabilaFluxus- Libro a 4 mani Viviana Foresti e MORE Gianremo Montagnani  Italia

con l’opera : La preziosa memoria custodita 

3°Classificato Targa NabilaFluxus – Maria Pujol (Barcellona Spagna)

 con L’opera : Anatomia Di un Ombra

4° Classificato Premio Critica  Sergio Gandossi Montichiari (BS) Italia 

con L’opera : Correlazione filosofica trà la simbologia estetica e il messaggio

Menzione speciale : 

CactouSculpteuse (Francia) 

con l’opera: Chambre de Merveilles _Desir Feminin Pluriel

Segnalati : 

Cristiano Vettore Venezia  Opera : “Non Verso “

         

 Benna:  “Enigmistica Impossibile Tascabile Facilitata” (Mulitplo d’artista)

 

[ Attestato di partecipazione sarà consegnato  a tutti i partecipanti]

 

Motivazioni : (Testi a cura Dott. Valtero Curzi)

 

Premio Targa Nabilafluxus  

 

1° Classificato , A-simmetrico -Marino Rossetti-

L’identità di sé, se è limite, al proprio essere, poi rimanda ad altro il significato proprio perché è l’altro che lo determina. L’opera di Marino Rossetti sta nel rimando a ciò che l’opera non contiene. L’A-simmetrico, se è disomogeneità o non allineamento, ha per contro l’orizzonte intatto di svelamento, perché ciò che è disomogeneo tende a un’armonia propria, non colta. La testimonianza artistica guarda proprio al suo svelarlo.

 

2°Classificato , “ Preziosa è la memoria custodita” Ivana Foresti e  “MORE “Gianremo Montagnani (libro a 4 mani)

Il  libro d’artista di  Ivana Foresti e Gianremo Montagnani  vuol essere testimonianza come passato, ricordo e memoria. Infatti se il ricordo è propriamente un’assenza contingente, come ciò che è passato e quindi non più, per contro la memoria lo ri-prende per determinarlo come testimonianza. Il libro d’artista vuol essere presenza e quel determinare è sempre essere, come stato presente.

3°Classificato Anatomia di Un Ombra -Maria Pujol

Se l’ombra è l’oggettivarsi della luce nella sua manifestazione contingente di illuminare, per contro ciò che l’ombra definisce è ciò che la luce non è ancora riuscita a comporre, illuminando. L’ombra definisce l’identità di un’apparente indeterminazione perché l’ombrare non ha identità determinata ma è solamente un negare, ombrando appunto. Il libro d’artista di Maria Pujol  definisce l’ombra nel determinarsi della luce ( l’IO ), che proiettando sé determina l’altro (l’ombra).

 

4° Classificato Premio Critica  Sergio Gandossi  “Correlazione filosofica trà la simbologia estetica e il messaggio”

Sergio Gandossi

L’opera di Sergio Gandossi nella sua rappresentazione metaforica di libro, come strumento di conoscenza, porta il significato oltre la rappresentazione stessa. Il significare attraverso il segno diviene allora quel dire che si appropria d’immagini e segni per dire. L’immagine data, attraverso il segno che la determina, definisce un voler significare dove il significato è rimandato all’osservatore che nell’apparente asetticità del veduto astrae il senso metaforico impresso all’immagine. Il segno o segni allora divengono messaggi ordinanti concetti e definizioni che trovano dimora nella capacità osservatrice di chi guarda. Il rappresentato non diviene quindi il dato definito ma il mezzo cui appunto la metafora trasporta il significare dal suo definirsi di segno al significare all’osservatore. Ma in quel “trasportare” significato, l’immagine, si definisce come testimonianza artistica, si prende carico di segni e definizioni per ordinarli in una composizione, anche simbolica. L’esser dato diviene allora opera d’arte nel momento in cui concedendosi, è accolta e definita nella sua essenza interpretativa esatta. L’artista si concede al segno, il quale traccia una realtà, anche immaginata, per potersi esprimere in una dimensione anche metafisica, ma che è propriamente espressività artistica di sensibilità ed emozionalità, e che può potersi definire in immagine concreta, appunto attraverso il rimando metaforico. La realtà allora appare dal suo stesso svelarsi, e il vero sta oltre il suo nascondimento. L’arte è appunto ri-prendere in quel nascondimento fenomenologico. Il significato si da al segno per definirsi e rappresentarsi. Il segno in semiotica è qualcosa che sta per qualcos’altro, e nell’opera d’arte quel qualcos’altro non è nella rappresentazione oggettiva, ma nella dimensione simbolica cui si vuole rimandare. Il segno (o segni) diviene il sostanziarsi dell’espressività che l’artista intende trasferire con l’espressione della sua anima, in quel “taciuto” che fuggendo dalla ferrea rigidità del linguaggio della parola, non riesce a cogliere quel che l’anima stessa vuol significare. Il segno, come ha scritto S. Agostino da Ippona, “ è, infatti, una cosa che, oltre all’aspetto sensibile con cui si presenta, porta a pensare qualcosa di altro da sé”, divenendo una determinazione, un oggettivarsi espressivo in cui il rappresentato accoglie significati anche sublimali. Nell’opera dell’artista il segno perde la sua dimensione di singolarità oggettiva per assumere una pluralità espressiva.  Il ricambio totale nell’opera espressiva ha un linguaggio che parte a doversi definire, in una condizione neutra tra il “fatto” e il “doversi fare”. L’opera rimanda nella sua espressione quasi materica a un progetto di costituzione della parola e quindi di un linguaggio, ma sia la parola sia il linguaggio è l’espressione di un “dire” e “voler dire”, al che il ricambio globale è necessità di ridefinirsi in contesti doversi. Non è annullamento (infatti, il ricambio è un altro mutare), ma un dis-locarsi da una determinazione che ha raggiunto la sua espressione massima di saturazione di sé. Il divenire è ricambio globale nella misura in cui ciò che muta, se da una parte porta a sé il divenuto, per contro questo è reinterpretato in contesti nuovi che ne fanno una dimensione ex nova, perché il mutare è la somma d’infinite varianti relazionali per cui ogni mutamento, anche se è trasformazione ha in se un intrinseco ricambio interno. Nell’opera dell’artista il ricambio globale è ansia di orizzonti nuovi in cui posarsi.

 

Menzione speciale 

 

CatouSculpteuse

 Chambre de Merveilles – Désir – Féminin Plurielle

 

L’opera Libro d’artista di Catou Sculpteuse, come libro oggetto, definisce il desiderio, il quale è ciò che ci porta a superare il nostro attimo quotidiano, che non corrisponde a ciò che vorremmo. L’opera “oggetto”, allora, definisce il reale ma rimanda a ciò che non è, ma è desiderato, al “mondo possibile”.

Segnalati

Non Verso- di Cristiano Vettore 

L’opera di Vettore coglie armoniosamente il senso del dire espressivo che definisce ciò che è oltre di sé. Siccome l’assenza è sempre assenza di qualcosa, questo  non è un negare la cosa ma solamente svuotarla del suo essere sé, rimanendo però  pura presenza. Il Non verso diviene alfine Poesia.

 

“Enigmistica Impossibile Tascabile Facilitata” -Benna   (multiplo d’artista )

Il libro d’artista di Benna è la costruzione concettuale del pensiero che si definisce nelle sue possibilità simboliche di espressione. La parola diviene, allora, strumento che vuol svelare dal fondo enigmatico del pensiero stesso una possibilità dalle innumerevoli possibili. Benna coglie, attraverso il suo eclettismo, l’essenza pura del possibile.

Presidente  Giuria  Virginia Milici

 

 

 

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